L’attenzione la cattura, non c’è che dire. Ma siamo sicuri che sortisca realmente l’effetto sperato? Promuovere una ditta partenopea di caffè è lo scopo delle menti creative che hanno concepito lo slogan “Te la diamo gratis”. Nello specifico: “perché comprare la macchinetta per fare il caffè?” recitano i manifesti. “Sei pazzo???” proseguono, “Te la diamo gratis!”.
La pubblicità è servita. E fa bella mostra di sé, sei metri per tre, nelle strade di mezza Napoli. E c’è già chi si è inferocito. In primis, l’Unione Donne Italiane, che ha manifestato la propria contrarietà senza mezzi termini a sindaco e assessore alle pari opportunità, definendo l’operazione pubblicitaria “lesiva della dignità femminile”.
Nella levata di scudi, anche Alessandra Mussolini, che giovedì a “Il Messaggero”, ha parlato dei manifesti come “uno sfregio a tutte le donne”. Curioso che l’affissione abbia preceduto di pochi giorni l’8 marzo: un bel regalo per la Festa delle donne!




Secondo me, l’obiettivo dell’azienda era quello di voler attirare l’attenzione su di sè. E ci è riuscita. Tutti ne parlano. E nell’era dei social network, dei blog, del buzz marketing, questo vociare crea introiti non da poco se rapportati ai costi sostenuti. Stanno ottenendo visibilità. Perfino la Rai con la trasmissione di Mi Manda Rai Tre, venerdì 5 marzo, ha ospitato il titolare dell’azienda ed il suo manager “creativo”. Ma pensate che la visibilità sia “sana”? Possibile che l’azienda non abbia capito l’importanza delle responsabilità sociali di fronte ai consumatori? La società è sempre più attenta alla qualità dei prodotti, alla tutela della salute ed alla salvaguardia dei diritti e della libertà di scelta. Valutando strategie diverse, nel rispetto della società, il ritorno di immagine è sicuramente di lunga durata e un’azienda che sceglie questa via per comunicare, viene premiata con la fedeltà del consumatore. Il marketing etico ripaga maggiormente…non trovate?