La vecchia cara moka

La vecchia cara moka
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Notizia degli ultimi giorni: la moka, comunemente chiamata anche caffettiera o macchinetta, ideata da Alfonso Bialetti nel 1933, trasloca dal Piemonte all’est*.

La vecchia moka composta dalla caldaia, il filtro e la camera che ospita il caffè viene sostituita dalla macchina a cialde. Qualcosa che fa il caffè senza mai vederlo!
Volete mettere svegliarsi la mattina, aprire la macchinetta e togliere i resti del precedente caffè, versare l’acqua fino alla valvola e col cucchiaino sistemare il caffè nella vaschetta lasciando cadere intorno quella leggera striscia di polvere. Infine, posizionarla sul fuoco e attendere il gorgoglio della bevanda che sale e diffonde l’aroma in tutta la casa!

La moka è il simbolo della creatività italiana. Anche il cinema, il teatro e la musica lo testimoniano.
Prove evidenti si hanno soprattutto nel dopoguerra con Totò in “Totò Terzo Uomo” dove l’attore ordina un caffe’ corretto al cognac; in “Miseria e Nobiltà” dove si parla di caffelatte senza caffè e senza latte!! in “La Banda degli Onesti” con un’ intera scena dedicata al caffè; ne “I Tartassati” con Totò, il quale sostiene “Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance”, e ancora “Guardie e Ladri”, mentre sorseggia il caffè direttamente dalla moka e ne “I Due Marescialli” mentre ne contesta alla cameriera il sapore.
Con Edoardo De Filippo, in “Questi Fantasmi”, il caffè diventa bevanda miracolosa quando recita “Quando morirò tu portami il caffè e vedrai che io resuscito come Lazzaro”.

Ma nessuno ormai ha più tempo d’aspettare! E le cialde hanno preso il posto della moka. Chi è passato alla macchina monoporzione da caffè ha sicuramente  guadagnato in tempo, ma non sente più l’aroma che esce dal beccuccio della Bialetti!

*Per approfondire:  Addio moka, il caffè si fa con la cialda


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