Procedimento per estrarre la caffeina dal caffè

Procedimento per estrarre la caffeina dal caffè
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Estrarre la caffeina dal caffè è molto semplice: si scaldino fino a ebollizione 35 g di caffè in 150 mL d’ acqua con circa 10 g di carbonato di calcio; questa fase serve a eliminare i componenti acidi del caffè (tannini- acido clorogenico) che precipitano come sali di calcio.

Una volta fatta raffreddare la miscela si osserva infatti la formazione di un precipitato che va separato per filtrazione. La soluzione che si ottiene in questo modo è più chiara e contiene principalmente glucosio e caffeina.

Per separare i due componenti si possono sfruttare le diverse caratteristiche fisiche: la caffeina, al contrario del glucosio, è solubile nei solventi organici. Si aggiunga quindi del cloruro di metilene (o diclorometano), in questo modo la caffeina si scioglierà in esso mentre il glucosio rimarrà nell’acqua. Il cloruro di metilene risulta insolubile in acqua e verrà separato facilmente. Evaporato il solvente si otterranno i bianchi cristalli di caffeina.

Il procedimento per produrre il caffè decaffeinato è analogo; viene compiuto sul chicco ancora non macinato poi utilizzato per produrre il caffè. Il solvente è lo stesso e si sfrutta il principio della diversa solubilità delle componenti. L’estrazione con questa modalità, purtroppo, toglie anche altre sostanze oltre alla caffeina alterando il chicco nelle proprietà e nel gusto.

I moderni processi di decaffeinizzazione, utilizzando il diossido di carbonio supercritico, sono più attenti nel togliere dai chicchi le sostanze responsabili dell’aroma.

Ambra Dreos

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