La tisaniera napoletana

Sofia Loren nel film “Quei fantasmi” del 1967 descrive al suo vicino di casa Loiacono (Vittorio Gassman) come si fa il caffè con la caffettiera napoletana, la macchinetta.

A distanza di anni è stata progettata e brevettata la tisaniera napoletana che si ispira a un modo di fare il caffè molto diffuso nel Nord Europa e in America. È ideale per preparare e servire orzo, thè e tisane (sfuse o in cialda) perché esegue una vera infusione o decozione per il tempo desiderato e senza ricorrere a tegamini, coperchi, colini o altri recipienti.

Come si usa? Il funzionamento del “filtro per infusi e decotti con caffettiera napoletana” è semplice. Mettere il caffè macinato non troppo fine o le erbe in taglio tisana nel cestello a vite posto ad un’estremità del filtro tubolare.
Per ottenere un infuso inserire l’intero filtro nel bollitore della tisaniera napoletana in modo che il cestello rimanga in alto, cioè non immerso nell’acqua. Portare ad ebollizione, togliere dal fuoco e capovolgere: l’acqua a bollore coprirà il contenuto del cestello. Attendere il tempo di infusione e servire versando con il bricco. Invece per un decotto posizionare il filtro al contrario e cioè in modo che il cestello a vite rimanga immerso nell’acqua durante la bollitura a fuoco lento per il tempo necessario, quindi capovolgere per servire.

La tisaniera napoletana non è ancora in commercio. Secondo Fabio Pancrazi, possessore del brevetto e del prototipo inox, l’attuazione potrebbe interessare le aziende nel mercato dei prodotti naturali per la salute e il benessere oppure le imprese produttrici di oggetti per la casa e la tavola, principalmente nel settore caffè e thè.


Brevetto n. 1371124 del 01 marzo 2010, filtro per infusi e decotti con caffettiera napoletana

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