Cuba: nuovo impulso alla coltivazione del caffè

Negli ultimi cinquant’anni, la storia del caffè a Cuba è segnata dal deterioramento delle piantagioni e dalla diaspora dei coltivatori. Condizioni che hanno fatto crollare la produzione dalle 60.000 tonnellate  degli anni Sessanta alle 6.000 dell’anno scorso, in assoluto uno dei risultati peggiori mai registrati. Nel corso di questa settimana ci sono stati, tuttavia, chiari segnali di presa di coscienza della situazione, risvegliata, chi lo sa, dalle 18.000 tonnellate di caffè che il Paese ha dovuto importare lo scorso anno per soddisfare la domanda interna.

La Commissione agroalimentare del parlamento ha espresso la volontà di dare nuovo impulso alla coltivazione di caffè, ammettendo che il crollo produttivo è stato generato proprio dall’emigrazione dei produttori dalle zone di coltivazione, concentrate nell’area montagnosa centro-orientale dell’isola.

Sarebbero rivolte proprio ai coltivatori le nuove risorse finanziarie che il presidente della Commissione agroalimentare Leonardo Martinez ha annunciato di voler stanziare per lo sviluppo del settore. Per questa finalità è stato infatti approvato un programma pluriennale, con scadenza 2015, al quale si dovrebbero affiancare ulteriori piani per la coltivazione del cacao e del cocco. Secondo una rete televisiva locale, Martinez avrebbe ammesso che negli ultimi anni è mancata del tutto una politica  “strategica e coerente”, che rivolgesse sufficiente attenzione all’agricoltura.

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