I colombiani bevono poco caffè e le aziende si preoccupano

I colombiani bevono poco caffè e le aziende si preoccupano
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La Colombia è il terzo produttore mondiale eppure i suoi abitanti non bevono tanto caffè quanto ci si aspetterebbe. La situazione sembra a tal punto preoccupante da far nascere il Programa de Promoción de Consumo de Café de Colombia denominato Toma Café, sostenuto da molte aziende e dalla Federación Nacional de Cafeteros de Colombia.

Nell’ottica di aumentare il consumo di caffè, all’interno del citato programma Bevi caffè, sono stati coinvolti vari esperti e avviati alcuni studi che hanno avuto una recente occasione di presentazione al pubblico nel corso del seminario Café y Salud svoltosi nella città colombiana di Armenia, centro strategico della produzione nazionale.

I medici coinvolti nel seminario – i nutrizionisti Gloria María Agudelo e Luz Amparo Gómez, i cardiologi Mauricio Duque e Darío Echeverri e il medico dello sport John Duperly – hanno stilato un elenco di effetti benefici del caffè nel tentativo di rimuovere alcuni luoghi comuni, sembra molto diffusi in Colombia, che considererebbero solamente gli aspetti negativi del consumo della bevanda.

In particolare, si è voluto rassicurare la popolazione sui presunti sintomi di dipendenza, mal di testa, ipertensione e gastriti, oltre a sostenere che non vi è legame tra consumo di caffè e rischio di contrarre tumori e che non vi sono controindicazioni per gli sportivi o, addirittura, i bambini e le donne incinte.

Nel contesto del seminario sono stati inoltre illustrati i risultati dello studio compiuto per valutare l’eventuale rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari in conseguenza al consumo di caffè, concludendo che non vi è alcuna relazione. La coordinatrice dell’indagine, Gloria María Agudelo, ha evidenziato che i 116 volontari coinvolti nell’esperimento non hanno riportato alterazione di due dei fattori legati al rischio cardiovascolare: omocisteina e ipertensione, nonostante l’assunzione di vari dosaggi di caffeina. «La conclusione di questo studio [...] è che il consumo di caffè filtrato in soggetti sani, normotesi, non ha prodotto alterazioni di questi due fattori che abbiamo preso in considerazione» ha dichiarato la nutrizionista.


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