3 tazze di caffè concentrato
1 tazza di latte
2 cucchiaini di estratto alla vaniglia
3 cucchiai da tavola di zucchero
2 tazze di ghiaccio tritato.
Preparare il caffè concentrato raddoppiando le dosi di caffè che solitamente usate, poi potreste raffreddarlo per un ora, ma qui il problema: il caffè appena preparato è buono, ma scioglie il ghiaccio e quindi si annacqua, se lo si fa raffreddare si ossida e inacidisce. Meglio quindi usare ghiaccio con temperature di molto inferiori allo zero. Se non temete l’ossidazione: attendete almeno un’ora, aggiungere latte, zucchero, vaniglia, ghiaccio e mescolate o ancor meglio frullate. Possibili decorazioni: panna, con caramello o cioccolato e bastoncini di cannella. Ottima la variante col latte di mandorla in sostituzione al latte.
La prima ricetta del caffè in ghiaccio, degli anni ’50, molto essenziale, prevede lo zucchero opzionale a discrezione del fruitore. E’ realizzata anche senza latte e aromi. Il ghiaccio è in cubetti. Pensata per le torride estati salentine è del signor Antonio Quarta, è lui a porsi il problema dell’ossidazione con relativo inacidimento e con l’occhio puntato alla qualità del caffè, come tradizione italiana comanda, pensa ad abbassare la temperatura del ghiaccio per non annacquare il prodotto.
Per togliere definitivamente il problema potremmo trasferirci nel Minnesota, in gennaio, a -40 gradi (Celsius e Farenaith a – 40 ° indicano la medesima temperatura), il caffè congela all’istante.
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