Caffè gesto quotidiano. Al Luxembourg Pavilion, Biennale di Venezia

Nella storica cornice del Museo Ca´del Duca, nel sestiere di San Marco, affacciato sul Canal Grande e a due passi dal Palazzo Grassi, è possibile visitare dal 29 agosto al 21 novembre il Padiglione del Granducato del Lussemburgo, partecipazione nazionale alla dodicesima Esposizione internazionale d’architettura di Venezia. Spazio artistico in cui trova posto anche il caffè, scelto per rappresentare una componente del processo creativo.

Il titolo con cui il Lussemburgo si presenta quest’anno è Rock-Paper-Scissors, riferimento al gioco di fama mondiale che segue il principio dei rapporti di forza che si determinano tra i tre elementi. Per l’appunto sasso, carta e forbice.

La mostra vuole aprire un dibattito e rappresentare in maniera suggestiva gli elementi che nel campo dell’architettura determinano le relazioni di equilibrio e di potere nella processo progettuale e che, conseguentemente, influenzano in maniera, più o meno marcata, la creazione di un progetto, ponendo dei limiti o arricchendo di significati il processo architettonico. Come il contesto culturale, la quotidianità delle azioni, la relazione tra spazio e scala umana…

Tema della quarta stanza dell’esposizione Rock Paper Scissors è l’importanza delle ripetizioni nella quotidianità e la gestualità minima legata a essa: il caffè e la sua valenza sul piano sociale è qui l’elemento scelto per sottolineare l’incidenza della quotidianità nel processo creativo.
Una stanza satura di tazze piene di caffè allineate sul pavimento di parquet, altrettante zollette di zucchero sospese con sottilissimi fili trasparenti dal soffitto che oscillano sopra le tazzine e l’odore così riconoscibile e familiare del caffè hanno sul vistatore un effetto magnetico, conciliante e rilassante.

Come cita il catalogo di presentazione dell’esposizione: “la vulnerabilità e la fragilità dell’insieme, il bilanciamento di zucchero, l’erosione della materia che si scioglie, la minima brezza che porta pericolo e gli elementi che scompaiono per non tornare mai più”.

Anna Crebelli

Link al sito dell’esposizione Rock Paper Scissors

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