Mappamondo del caffè: il Giappone

Mappamondo del caffè: il Giappone
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Giappone, terzo paese consumatore di caffè dopo Usa e Germania. Ma che caffè si beve? Il più diffuso è di tipo americano, anche se negli anni recenti gli sforzi promozionali delle istituzioni italiane e d’alcuni importatori hanno contribuito alla diffusione dell’espresso.

Il caffè è divenuto la bevanda più consumata tra i soft drink, superando anche prodotti quali la cola e i succhi di frutta: viene considerato, infatti, una bibita al pari delle altre, bevuta per dissetarsi e perfino durante i pasti. Significativa la proliferazione delle più fantasiose versioni: caffè liquidi ai gusti e in versioni impensabili, come lo sparkling coffe.

Il consumo del caffè si è sviluppato a tal punto da superare il volume di vendita del tè verde, la bevanda tradizionale.  I motivi alla base di un tale sviluppo si trovano, da un lato, nel calo dei prezzi delle materie prime con conseguente riduzione nei prezzi dei prodotti finiti e, dall’altro, nel notevole successo che stanno riscuotendo le catene di caffetterie estere quali le americane Starbucks e, di più recente introduzione, le italiane Lavazza, Segafredo e Illy. L’espresso, infatti, rimane un prodotto ancora di nicchia, bevuto prevalentemente fuori casa in ristoranti e caffetterie, spesso perché ha un’immagine d’eleganza collegata a quella del nostro paese.

Il caffè solubile, rivolto per il 92% al mercato delle famiglie, dopo aver subito un forte calo a favore del caffè tipo americano, sta riprendendo quota grazie a politiche di differenziazione, con offerta di prodotti nuovi quali il cappuccino, l’espresso e altri particolari tipi di prodotti. La maggior parte del caffè a uso industriale è impiegata, invece, per la produzione di quello in lattina, il cui consumo negli ultimi anni ha mostrato una certa stagnazione. Per fronteggiare tale situazione, le case produttrici si sono impegnate ad offrire prodotti nuovi che assecondino un consumatore alla ricerca di un gusto più forte, attraverso un impiego maggiore di grani di caffè, offrendo allo stesso tempo prodotti a basso contenuto di zuccheri per i consumatori attenti alla linea.

Fonte – per approfondire: Istituto Commercio Estero

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