Il tempo dei macinini alla Peugeot

Sfizio per gli appassionati o condicio sine qua non per gli intransigenti: partire dai grani e macinarli per prepararsi un caffè, rimane un’abitudine poco comune per la massa dei consumatori. Ma non sempre è stato così… caffè e macinini andavano a braccetto e anche in questo caso, un tuffo nel passato può essere utile per comprendere come siano mutati nel giro di poco tempo i nostri usi, di riflesso ai prodotti di cui disponiamo. Esemplari di macinini ottocenteschi possono essere scoperti nella mostra Trieste Città del Caffè, al Museo Commerciale di via S.Niccolò 7, a Trieste.

“A cavallo fra il XIX e il XX secolo, è mutato il sistema di cottura del caffè – racconta Gianni Pistrini -. Si scoprirono nuovi sistemi, che non funzionavano più a legna e carbone, bensì per mezzo del sistema elettrico. Anche il prodotto ne guadagnò sensibilmente. Prima poteva avere dei sentori di fumo, di bruciato proprio perchè il carbone e il legno usati rilasciavano un proprio apporto sensoriale. Il sistema elettrico, invece, permetteva una cottura più lineare e uniforme. Allora nacquero anche le prime grandi aziende, alcune tuttora esistenti, e si scoprirono nuovi paesi di produzione e fonti di approvvigionamento.”

Tra queste grandi imprese vi era anche la Peugeot. Allora non produceva ancora automobili: era un’importante fonderia e laminatoio. Le lame venivano utilizzate per gli scopi più diversi, contraddistinte, a seconda della qualità, con uno o tre leoni, il simbolo tuttora usato dall’azienda. Lame anche per macinacaffè che a un certo punto vennero prodotti direttamente da una divisione dell’azienda.

Venerdì 29 ottobre 2010 alle ore 13,00, nell’ambito di TriestEspresso Expo si terrà il quarto gemellaggio fra musei europei del caffè. Così, dopo quello della Probat Werke (Germania), Caferama (Svizzera) e Kaffee Kompetenz Zentrum (Vienna),  ora sarà la volta del grande Musée de l’Aventure Peugeot. Si tratta di uno fra i più estesi musei del settore comprendendo una superficie totale di circa 10.000 metri quadrati. Di esso, in apertura un’ampia porzione è dedicata ai macinini da caffè. Curatore della manifestazione è Gianni Pistrini, che continua così il suo operato di divulgatore culturale nel settore.

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