Caffè per ridurre la glicemia

I fenoli presenti nel caffè potrebbero contribuire a prevenire il diabete: è il risultato della ricerca dell’Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) presentata questo 4 novembre, di cui abbiamo già accennato in Caffè e diabete. Ecco i particolari: i fenoli, inibendo gli enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati, avrebbero un meccanismo d’azione simile ad alcuni farmaci antidiabetogeni.

“Seppur numerosi studi epidemiologici evidenzino quanto un moderato e prolungato consumo di caffè (normale o decaffeinato) sia associato alla riduzione del rischio di Diabete di tipo 2 – racconta la ricercatrice INRAN Fausta Natella – il meccanismo attraverso cui il caffè agisca nel prevenire il diabete non è chiaro”.E continua: “E’ un recente studio epidemiologico, che sottolinea quanto l’associazione inversa tra consumo di caffè e diabete sia più forte per quegli individui che bevono regolarmente caffè all’ora di pranzo, a suggerire un possibile meccanismo d’azione: il consumo di caffè potrebbe proteggere dal diabete interferendo con la digestione e il metabolismo dei carboidrati assunti con il pasto”.

“Partendo da una ipotesi – prosegue Natella – abbiamo dimostrato che i composti fenolici presenti nel caffè (acido clorogenico, acido ferulico e acido caffeico) sono in grado di inibire alcuni enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati (α-glucosidasi), mentre la caffeina non mostra alcuna attività inibitoria nei confronti di questi enzimi. I composti fenolici del caffè sembrerebbero, in grado di bloccare i residui del sito attivo dell’enzima, responsabili dell’idrolisi degli oligosaccaridi”.

Per approfondire: “Differential effects of coffee on the risk of type 2 diabetes according to meal consumption in a French color of women: the E3N/EPIC study” Sartorelli et al Am J Clin Nutr 2010

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