La mela d’oro dell’eterno desiderio di Milan Kundera

La mela d’oro dell’eterno desiderio di Milan Kundera
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“La mela d’oro dell’eterno desiderio” è una delle sette novelle presenti  in “Amori ridicoli” scritto da Milan Kundera tra il 1959 e il 1968. L’unico autore ceco vivente famoso nel mondo.

Il narratore, Ondríèek, attende in un caffè di piazza San Venceslao, immerso nella lettura di un grosso libro tedesco sulla cultura etrusca,  il suo amico Martin, un don giovanni sposato che ha la capacità di fermare qualsiasi donna per la strada con spericolata sfrontatezza senza mai combinare nulla, sempre sospeso nel  gioco della seduzione.

Martin compare all’improvviso nella porta a vetri del caffè  interrompendo le sue meditazioni. Comincia a fare delle smorfie e gesti significativi  in direzione di un tavolino dove davanti a una tazza di caffè è seduta una giovane donna.

Ondríèek è così immerso nella lettura che non ha notato la ragazza. Un atto imperdonabile agli occhi di Martin!

Prima che la ragazza abbandoni il caffè, Martin prende il grosso libro e lo infila con cura nella borsa della ragazza aggiungendo: ”E’ scomodo da portare in mano”. Il tram la porta via e loro si ritrovano lì ad agitare la mano.

Un racconto divertente che parla di desiderio, d’amore, di attese cosmiche. Kundera ha detto una volta di aver scritto Amori ridicoli con maggior divertimento, con maggiore piacere di tutti gli altri suoi libri.

Per approfondire:
La mela d’oro dell’eterno desiderio [.pdf]


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