Caffè o qat: qui si gioca lo sviluppo dello Yemen

Caffè o qat: qui si gioca lo sviluppo dello Yemen
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Il caffè come risorsa su cui puntare? Soluzione al declino economico e alla disoccupazione? Coltura sostitutiva al qat? Sono gli interrogativi a cui si è tentato di dare risposta nell’ambito del meeting organizzato questa settimana a Sana’a dal “Social Fund for Development” dello Yemen e che ha attirato nella capitale più di 200 operatori del settore.

Lo Yemen, culla primigenia di diffusione del caffè, negli ultimi 60 anni ha visto precipitare drasticamente le proprie esportazioni, passando dalle circa 40mila tonnellate annue alle sole 7mila attuali.
In queste ultime decadi, infatti, sui terrazzamenti yemeniti il caffè ha lasciato progressivamente spazio alla coltivazione del qat, una droga di natura anfetaminica, diffusissima nel Paese.

Ciò che fa sperare in un’inversione di tendenza a favore del caffè è la crescente domanda a livello globale dell’Arabica. E in Yemen si coltiva Arabica. Nell’ambito del meeting, i coltivatori, tuttavia, hanno mostrato parecchie perplessità, timorosi di rinunciare a un prodotto redditizio come il qat a favore di un altro su cui per ora non hanno alcun tipo di garanzia.

Lo stesso Ali Mujawar, primo ministro dello Yemen, pur ponendo il caffè come priorità assoluta nel quadro di sviluppo nazionale, non ha potuto prospettare concrete opportunità, quali incentivi o agevolazioni, considerate le critiche condizioni economiche in cui sta versando il Paese.

Per approfondire: Yemen looks to cash in on coffee (Financial Times)

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