Embargo sul caffè della Costa d’Avorio

Embargo sul caffè della Costa d’Avorio
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Il caffè e il cacao al centro di una lotta di potere. Succede in Costa d’Avorio, dove lo scontro fra due presidenti si gioca ora su questi beni, i principali del Paese.

Alassane Ouattara, il neo-presidente ivoriano, riconosciuto come tale dalla comunità internazionale, ha deciso di bloccare le esportazioni di caffè e cacao per indebolire Laurent Gbagbo, il presidente uscente che sta continuando a rivendicare la massima carica, contestando i risultati elettorali dello scorso novembre.
L’embargo annunciato da Outtara avrà la durata di un mese, fino al 23 febbraio 2011, e ha già sortito i primi effetti a livello internazionale: i prezzi del cacao sono schizzati alle stelle, con un aumento del 6% sulle quotazioni alla Borsa di New York.

La Costa d’Avorio è infatti il principale esportatore di cacao al mondo e si piazza al dodicesimo posto tra quelli di caffè: le vendite dei due prodotti costituiscono il 40% dell’export totale e il 20% del PIL del Paese. Bloccando la loro commercializzazione Outtara, che gode del supporto del governo statunitense, intende colpire indirettamente Gbagbo per indurlo a ritirarsi e scongiurare il pericolo di una guerra civile. Gli operatori che non terranno conto di questo blocco verranno considerati sostenitori delle attività di quest’ultimo e come tali andranno incontro a sanzioni internazionali e procedure penali.

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