Michael Minas: Aphonic Remnants

Varie volte abbiamo conosciuto e dedicato articoli a pittori che utilizzano il caffè come tintura per realizzare dipinti dai toni caldi e dalle velature pastellate. Nei precedenti casi però si trattava di opere di carattere prevalentemente figurativo, tutt’al più leggermente oniriche, ma sempre in qualche modo influenzate dalla natura bevibile del caffè. Nel caso di Michael Minas il caffè assume dignità di colore senza i limiti espressivi legati alla provenienza del pigmento.

Intendiamoci, Michael non è ignaro del fatto che il caffè abbia una carica di significato che va oltre il semplice essere tinta, tant’è che l’amara bevanda suscita ricordi e nostalgie a questo pittore di origine greco-cipriota trapiantato a Londra. Eppure nelle sue opere il caffè-colore è mezzo attraverso cui suggerire astrattamente emozioni ovattate in atmosfere sospese che hanno il potere di divenire emotivamente soffocanti solo dopo la lettura di titoli come “Deathly Silence” (nell’immagine di copertina) o “Spinal Anomaly”.

I dipinti realizzati con questa tecnica si raccolgono sotto il titolo di “Aphonic Remnants” e ricordano, come conferma l’autore, le forme «che si creano dalle nuvole o dai fumi di tizzoni ardenti che si stanno spegnendo, fissando le quali ciascuno può inventare immagini e scene». Forme simili a quelle che si ritrovano anche nei fondi di caffè e che tanto hanno impressionato l’infanzia di Michael che ricorda l’ossessione degli adulti del suo paese nel bere caffè e nel cercare di interpretarne i residui sul fondo della tazza.

A lato: Michael Minas, “Lost Scent”. 2010, caffè su carta (61×82 cm)

Per approfondire: il sito dell’autore.

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