Caffè nero per Agatha

Caffè nero per Agatha
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Forse non tutti la conoscono come Mary Westmacott, autrice di romanzi rosa, non tutti sanno che è stata nominata Dama dell’Ordine Britannico e non tutti si aspetterebbero di leggere il suo nome su un cartellone teatrale, ma per tutti è la regina del giallo: Agatha Christie.

Quasi un centinaio i suoi romanzi che riempiono gli scaffali della collana Oscar Mondadori  e tra i quali, quasi inosservati, compaiono quattro volumi dedicati al teatro.  Nel quarto troverete “Caffè nero” una piece teatrale che ha come protagonista Hercule Poirot, uno dei personaggi chiavi creati dalla sua penna. Il famoso investigatore belga, accompagnato dall’inseparabile amico Arthur Hastings entra in scena nel pieno svolgersi del piano criminoso nella  grande biblioteca di una residenza inglese, mentre tutta la famiglia Amory vi è riunita. Sul palcoscenico, al centro della stanza, tra divano e camino, un tavolino su cui l’immancabile maggiordomo ha adagiato il servizio da caffè.  La posizione centrale fa presumere che tutto l’intrigo ruoti intorno a esso.

Bellissima la scena del primo atto in cui sette tazze da caffè vengono riempite, offerte, rifiutate, scambiate, appoggiate, svuotate, nascoste… e si spargono danzanti di mano in mano per tutta la scena. Inutile dire che quel caffè nero ritenuto amaro da Sir Claud sarà l’ultima cosa che lui riuscirà a bere, prima di cadere nel sonno improvviso,  senza sogni e senza risveglio, che il bromidrato di ioscina procura. Tutti i personaggi sono presenti in scena, nessuno può essere escluso dai sospettati, tutto davanti agli occhi degli spettatori ma, come spesso avviene, non tutto è come sembra. Interviene Scottland Yard, con l’ispettore Japp, ben felice di coadiuvare Poirot nella trappola che farà smascherare il colpevole. Gli ingredienti ci sono tutti.  Agatha Christie, pur passando dai romanzi a questo genere letterario, non perde la sua maestria e si dimostra sempre attenta conoscitrice degli animi umani.

Il movente? Sarà un segreto da nascondere o un debito da estinguere o il furto di una formula custodita in cassaforte o… A voi buona lettura.

Maria Cristina Predonzani

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