Il caffè di casa Artusi

Particolarmente orgogliosi, gli abitanti di Forlimpopoli festeggiano quest’anno, oltre ai 150 anni dell’Unità d’Italia, anche il centenario della morte del loro cittadino più illustre. La casualità è solo apparente, poiché Pellegrino Artusi è considerato universalmente autore del risorgimento gastronomico italiano.

Il suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, nelle sue 15 edizioni redatte tra il 1891 e 1911, oltre a essere considerato un must per ogni cuoco, è stato annoverato tra i testi scelti a rappresentare la letteratura italiana nel mondo. Tra le 790 ricette infatti l’Artusi offre al lettore la sua conoscenza scientifica e igienica, la sua filosofia di vita e di etichetta legando le tradizioni alimentari alle fonti letterarie e artistiche dell’Italia da poco unificata con ricchezza di linguaggio e completezza. A monte un lavoro di ricerca e raccolta di anni, fatto di lunghi viaggi in tutto lo stivale e di un assiduo scambio epistolare con moltissime cucine italiane. Tale raccolta di ricettari domestici, diventata una vocazione nella città romagnola, continua tuttora a opera della Biblioteca Civica.

Nel numero 776 non poteva mancare la voce CAFFE’ dove tra l’altro si legge: “Come diverse qualità di carne fanno il brodo migliore, così da diverse qualità di caffè, tostate separatamente, si ottiene un aroma più grato. A me sembra di ottenere una bibita gratissima con gr. 250 di Portorico, 100 di San Domingo e 150 di Moka. Anche gr. 300 di Portorico con 200 di Moka danno un ottimo risultato. Con gr. 15 di questa polvere si può fare una tazza di caffè abbondante; ma quando si è in parecchi, possono bastare gr. 10 a testa per una piccola tazza usuale. Tostatene poco per volta e conservatelo in vaso di metallo ben chiuso, macinando via via quel tanto che solo abbisogna, perché perde facilmente il profumo”.
Ai fortunati toscani il piacere di provare tale miscela alla torrefazione fiorentina Caffé Mokarico che ha deciso, proprio in questi giorni, di rendere omaggio al gastronomo romagnolo.

Maria Cristina Predonzani

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