Il Sole 24 Ore 19-03-2011
di Sissi Bellomo
Speculazioni sul caffè robusta
Le condizioni del mercato del caffè si stanno facendo ogni giorno più rischiose. Benché il Vietnam abbia appena concluso il raccolto, i chicchi della varietà robusta – di cui Hanoi è il maggiore produttore mondiale – scarseggiano. A Londra il future per consegna maggio, il più scambiato, non solo è salito ai massimi da tre anni, ma ha visto ampliarsi la backwardation (ossia il premio rispetto al contratto per luglio) fino a oltre 200 dollari giovedì, per poi attestarsi intorno a 170 $: una situazione che riflette il timore che possa non esserci una quantità sufficiente di caffè consegnabile, quando il contratto arriverà a scadenza, anche se il 31 maggio è ancora lontano, oltre che nel pieno della stagione produttiva.
Fra i trader gira voce che la maggior parte delle scorte del Liffe sia in mano a una grande casa commerciale: una situazione che ricorda il presunto “squeeze” del mercato del cacao, avvenuto l’estate scorsa, quando un solo operatore – quasi certamente Armajaro – alla scadenza del future di luglio si fece consegnare la bellezza di 240mila tonnellate di prodotto, circa il 7% dell’offerta mondiale.Nel caso del caffè la situazione è più difficile. Prima di tutto, il rally non riguarda solo il mercato londinese: l’arabica, scambiato a New York, ha da poco raggiunto un record da 34 anni. Inoltre, a sorreggere il gioco degli speculatori ci sono le condizioni oggettivamente difficili dei fondamentali: per l’International Coffee Organization (Ico) le scorte nei paesi esportatori sono ridotte ad appena 13 milioni di sacchi, il livello più basso da almeno quarant’anni. Anche per il futuro le prospettive non sembrano favorevoli. Ieri F.O. Licht ha lanciato un allarme sul raccolto brasiliano, atteso per maggio, che rischia di rivelarsi inferiore alle stime [...]
Per Andrea Illy, ceo di Illycaffè, è la speculazione ad aver spinto il prezzo del caffè almeno il 50% oltre i livelli «ragionevoli», ossia 1,80-2,20 $/libbra per l’arabica. «Si tratta di una bolla e scoppierà di sicuro. Ciò che mi preoccupa di più è che tutto ciò possa dare luogo a un’esplosione della produzione, come avvenne in occasione dell’ultimo rally, nel 1998. Tre anni più tardi il mondo fu inondato di caffè e questo condusse a prezzi bassi e a una crisi del settore».Il rischio più immediato sembra comunque essere il fallimento dei più deboli tra operatori del settore. [...]
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