Il Cafè Fishawi è il più antico del Cairo, ci si gioca a dama e si fuma la shisha all’acqua di rose. Lo si trova dal 1773 negli stretti vicoli del popolare mercato di Khan el Khalili, principale suq della Cairo Vecchia e vanta di essere rimasto aperto ininterrottamente per oltre 200 anni. E’ chiamato anche Caffe’ degli specchi, ne ha diversi e molto antichi. Lo troviamo raccontato nel libro: “Viaggi e altri viaggi” di Antonio Tabucchi, conoscitore, critico e traduttore dell’opera del poeta Fernando Pessoa: docente, giornalista, scrittore con numerosi premi letterari alle spalle, nato a Pisa nel 1943.
«[...] appena fuori dal bazar c’è il Café Fishawi. È il più antico caffè del Cairo. Vi si può riposare a qualsiasi ora, perché è aperto ventiquattro ore su ventiquattro; e la sera, quando i turisti di passaggio se ne sono andati, è frequentato dagli abitanti del quartiere che chiacchierano, giocano a scacchi o fumano la shisha, la pipa ad acqua al profumo di rose. Ormai il caffè ha invaso il vicolo e se la sera è bella si può godere il fresco. Ma vale la pena di entrare. L’interno ha grandi sale arredate da antichi specchi con cornici intarsiate, e i tavolini, traballanti di vecchiaia, sono ricoperti di rame battuto. Non si vendono alcolici, ma vi si può trovare uno squisito caffè turco (fortissimo), una vasta varietà di tè, un carcadè di prima qualità (pare che l’infusione dei fiori d’ibisco abbia proprietà distensive) e succhi di frutta fresca (consigliabile quello di limone, che in realtà ha sapore di lime ed è dolce). Questo era il caffè dove Mahfuz veniva a scrivere nel pomeriggio, che è rammentato nei suoi romanzi e dove tenne incontri letterari che sono rimasti celebri. Sul retro c’è una sala che egli amava particolarmente, dove ci si può accomodare per fumare una shisha. Pare che sia particolarmente distensiva, e infatti favorisce il sonno. Ma se a qualcuno capitasse di addormentarsi, non c’è da preoccuparsi: il padrone dirà ai camerieri di fare attenzione, e nessuno lo disturberà».
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