Caffè tra le pagine di Erri de Luca

Caffè tra le pagine di Erri de Luca
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“A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco” scrive Erri De Luca ne “I tre cavalli”, libro che narra di vite, speranze, rinascite e umanità.

E anche ne “Il peso della farfalla”, un breve racconto tra montagne, stambecchi, bracconieri e bilanci, è il caffè che accompagna l’uomo, almeno per un tratto: “..chi vive solo deve stare pronto. Uscì col caffè che gli fumava in testa.”[...] “Uscì, un andatura indurita accompagnava i passi, il dolore al ginocchio avvisava il cambio di stagione. Stava venendo neve, quella che si ferma. Il fumo di caffè si confuse con gli ultimi funghi del bosco.”

Erri De Luca è nato il 20 maggio 1950, a Napoli, una città dove il caffè è tradizione e rito. Forse anche per questo si infila tra le pagine di questo autore. Poeta, scrittore, operaio, muratore, si potrebbero usare tante altre parole ancora per  raccontare un uomo che sa osservare, ma non è rimasto a guardare e ha vissuto davvero 61 anni di vita. Diciotto anni li compiva nel ’68: anni ricchi di scelte e di emozioni che non permettevano mediazioni. Ora legge un’ora al giorno la Bibbia che traduce fedelmente, dopo aver studiato l’ebraico antico da autodidatta. Il suo dichiararsi “non credente”, per chi lo legge, sembra spesso una contraddizione. In ogni riga dei suoi scritti si legge una profondità che è comune a chi si pone domande con umiltà ed è abituato a osservare senza aspettarsi risposte.

I suoi scritti li si ama, familiari come pensieri che si ha sempre ospitato e ai quali non si riusciva a dar voce, o lasciano interdetti. Possono quasi infastidire, come una dichiarazione d’amore, una confidenza che non si comprende, un’intimità che è altra. Molta della sua prosa è poesia alla quale i versi stanno stretti. Parla per immagini che ricordano haiku: “Sì, mi tiro giù dal letto alle cinque, ma volentieri. C’é un po’ di marina che arriva a dare odore. La casa scricchiola a quell’ora, pietra, legno, sbadigli. Poi si azzittisce al profumo del caffè. A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco.”

Grazie all’uomo e al poeta per le emozioni che riesce a destare. E tanti auguri, in questa giornata speciale, anche per i progetti futuri che attendiamo di condividere.

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