Il caffè sospeso nell’era 2.0

Jonathan Stark, statunitense sviluppatore di applicazioni per smartphone e tablet, ha messo a disposizione online la sua carta Starbucks dando la possibilità di bere e donare caffè. L’esperimento ha avuto notevole successo, ma qualche giorno fa l’azienda ha deciso di sospendere la sua tessera.

L’esperimento sociale è iniziato quando Jonathan Stark ha deciso di mettere a disposizione tramite twitter e facebook una copia della sua Starbucks card. E’ sufficiente infatti l’immagine della tessera – caricata ad esempio nel proprio cellulare – per poter pagare le consumazioni nella nota catena di caffetterie. Parimenti, a partire dal numero di tessera, chiunque ha avuto la facoltà di caricarne il credito innescando così, tra perfetti sconosciuti, una catena di caffè offerti e consumati.

Nel corso di alcune settimane negli USA migliaia di persone hanno partecipato facendo transitare migliaia di dollari, come documentato puntualmente da Jonathan in twitter. Un successo che ha portato qualche maligno a ipotizzare un accordo segreto tra azienda e informatico nell’aver voluto lanciare questa iniziativa virale.

I problemi sono però iniziati quando un altro informatico, Sam Odio, ha sviluppato uno script in grado di tenere sotto controllo la circolazione di denaro nella tessera e di approfittare dei momenti di credito elevato per prelevare denaro e trasferirlo sulla propria card raggiungendo cifre di qualche centinaio di dollari. Sam, accusato da molti internauti di aver rovinato un bell’esperimento sociale e di aver agito principalmente per motivi di egocentrismo, ha dichiarato di voler utilizzare il denaro ricavato dalla vendita su eBay della propria card esclusivamente per azioni di beneficienza.

Questa speculazione ha di fatto indotto la Starbucks stessa a intervenire mettendo fine venerdì scorso al “gioco” sospendendo le tessere sia di Jonathan che di Sam. Forse temendo conseguenze negative in termini di immagine, Starbucks ha potuto sospendere le tessere in base al regolamento che prevede che l’uso delle card sia strettamente personale.

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