Ai suoi tavolini sedevano grandi della letteratura come Jorge Luis Borges, Graham Greene, Antoine de Saint-Exupery. Ma la gloriosa tradizione del Richmond Cafè di Buenos Aires è tramontata: lo storico caffè è stato chiuso e tra lo scandalo degli argentini si trasformerà in un megastore Nike.
Un’atmosfera di profonde poltrone di pelle e grandi candelieri, accogliente e ricercata, simile alla lobby di un hotel. E poi il fascino di sedersi dove un tempo, si dice, Borges buttasse giù idee su salviette da cocktail, luogo citato in capolavori come “Il console onorario” di Greene e “Il gioco del mondo” di Julio Cortazar.
Un incanto infranto da poco più di due settimane, che ha lasciato sgomenti i passanti di Calle Florida, una delle vie commerciali più inn della capitale argentina, che continuano a sbirciare dietro le porte serrate e le vetrate verniciate di bianco. Per cercare di contrastare l’ineluttabile destino del caffè, in molti si sono mobilitati con raccolte di firme, sollecitando la classe politica locale, senza riuscir a ottenere, per ora, alcun risultato.
Diritti riservati. E' possibile divulgare l'articolo copiando il titolo ed esclusivamente la parte in neretto, citando la fonte e inserendo sempre il link alla pagina originale.



