Visitare la Biennale d’Arte, viste le sue dimensioni, è un’impresa che richiede più di un caffè. I Giardini della Biennale ospitano i padiglioni delle nazioni e già il passeggiare fra i viali e lungo i sentieri e osservare gli edifici costruiti dai diversi architetti nel corso degli anni, è un esperienza da gustare con calma.
Al Palazzo delle Esposizioni dei Giardini dopo il bookshop e lo spazio educational troviamo il bar caffetteria progettato dal’architetto tedesco Thobias Rehberger. Bere un caffè o attraversarlo, può diventare un’esperienza speciale. Si diventa parte dell’opera che comunica in modo aperto e non univoco. L’ambiente muta a seconda di chi lo occupa. I movimenti si riflettono e la realtà, in cui ci muoviamo e lasciamo il segno per qualche istante, appare frammentata.
Il titolo della 54° Biennale è Illuminazioni. Lo stesso titolo della raccolta di poesie in prosa di Rimbaud. Il poeta veggente cercava la purezza primitiva, quella di quando il Divenire e l’uomo, prima del peccato originale, erano un tutto. La raccolta racconta un diluvio che cancella ogni cosa per lasciare posto a immagini di sogno. Il risveglio è ruvido. Alcuni padiglioni sono riusciti a creare illuminazioni analoghe. Il padiglione greco, rivestito di tavole di legno, con gli ulivi al fianco porta a una breve esperienza tangibile di sobrietà e purezza necessarie per sperimentare una rinascita. Ma anche il Giappone incanta e porta altrove con una visione metropolitana mutevole come l’allucinazione di Rimbaud.
Nel Padiglione Centrale troviamo un’ultima tazza fumante offerta da Karl Holmqvist, artista svedese. La sua opera è caratterizzata da un impegno sociale e politico manifestato in modo estremamente personale. La tazza è disegnata sul muro con un pennarello nero e racconta, lungo i bordi che la creano con parole in libertà, un diritto all’apprendere giocoso, caldo e dolceamaro come una tazza di caffè. ( l’opera si intitola “Education Is a Right”). Il 3 settembre Karl Holmqvist e Patti Smith hanno aperto una serie di conversazioni filosofiche che continueranno fino al 27 novembre, ultimo giorno d’apertura della mostra. Gli incontri sono aperti e il programma è reperibile sulla pagina della Biennale .
Si ringrazia il fotografo Massimo Macola per la gentile concessione delle immagini.
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