La guerra delle capsule compatibili

La guerra delle capsule compatibili
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Nestlé sul piede di guerra riesce a bloccare la commercializzazione di alcune capsule compatibili con il sistema Nespresso e a condizionare le catene di distribuzione ancor prima che i prodotti compaiano sugli scaffali.

La grande popolarità del marchio Nespresso, frutto anche di campagne pubblicitarie martellanti, ha indotto alcuni produttori di caffè in capsule a realizzare prodotti compatibili come abbiamo già documentato con l’articolo del 29 settembre. L’azienda Svizzera non si è però limitata ad avanzare azioni legali  nei confronti delle case produttrici, ma anche delle catene di distribuzione che ne hanno permesso la commercializzazione. Il contendere è legato alla presunta violazione dei brevetti da parte delle aziende concorrenti delle quali la più agguerrita è Ethical Coffee Company (ECC) guarda caso fondata da Jean-Paul Gaillard che era a capo di Nespresso negli anni ’90.

Il contendere ha portato il 30 settembre a una sentenza provvisoria da parte del tribunale cantonale vodese di divieto della vendita delle capsule compatibili prodotte da ECC e la conseguenza è stata il ritiro delle stesse dagli scaffali di due grosse catene di distribuzione del gruppo Metro (Media-Markt e Saturn) che le avrebbero commercializzate.

Ethical Coffee convinta della liceità delle vendita delle proprie capsule ha a sua volta deciso qualche giorno fa di intentare una causa nei confronti della catena svizzera Coop che sembra aver deciso di interrompere improvvisamente le trattative per la distribuzione delle famigerate capsule. Supponendo che la marcia indietro di Coop sia dovuta a pressioni ricevute da Nestlé, Jean-Paul Gaillard ha accusato Coop di aver rotto un contratto che – seppur non ancora sottoscritto – era già stato verbalmente approvato.

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