La maggiore o minore attitudine nei confronti della caffeina potrebbe permettere di prevedere la risposta a sostanze stimolanti ben più potenti. E’ quanto emerge da una ricerca della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa).
Ciò che risulta dallo studio condotto dai ricercatori Stacey Sigmon e Roland Griffiths è la dimostrazione di un legame tra la risposta soggettiva alla caffeina e la risposta alle sostanze stimolanti psico-motorie. Lo studio, che potrebbe consentire di identificare gli individui maggiormente vulnerabili nei confronti di certe sostanze, ha stabilito una relazione tra la maggiore o minore affinità nei confronti della caffeina e della d-anfetamina in un campione di 22 volontari.
Alle persone coinvolte nell’esperimento è stata fatta assumere caffeina o un placebo e successivamente d-anfetamina rilevando che chi aveva dimostrato di gradire maggiormente la caffeina ha avuto una risposta prevalentemente positiva nei confronti dell’anfetamina anche ad alte dosi. Viceversa chi aveva preferito il placebo ha avuto reazioni di repulsione nei confronti dell’anfetamina dimostrando effetti esplicitamente negativi soprattutto al crescere del dosaggio.
Per approfondire: Caffeine choice prospectively predicts positive subjective effects of caffeine and d-amphetamine.![]()
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