Pace, guerra e caffè

Pace, guerra e caffè
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Come si preparava il caffè durante la Grande Guerra? Quella guerra finita e “vinta”, come scrive il bollettino firmato Diaz, il 4 novembre 1918. Quella guerra spietata combattuta in trincea anche sul fronte dolomitico e carsico tra Italia e Austria dove il tipo di terreno non rendeva possibile lo scavo di fossati profondi. Dove le fortificazioni erano ammassi rocciosi, mucchi di sassi o bassi muretti costruiti a secco.

La caffettiera che qualcuno usava in trincea era ad alcool, poteva essere una Orso. La trovate esposta fino al 6 novembre, assieme alla sua locandina d’epoca, al Caffè Privè di TriesteAntiqua. Previo accordo, il collezionista Lucio Del Piccolo potrà raccontarne vita e miracoli. Un caffè caldo, in trincea, riportava a casa, quella casa dove troppi non hanno più fatto ritorno. Una casa dove altri stavano al caldo, magari dopo aver mandato in guerra ragazzi del ’900, che neanche la leva avevano fatto, ‘chè allora si diventava maggiorenni a 21 anni, ma si andava a morire lo stesso.

Dal Salone degli Incanti che ospita TriesteAntiqua si vede il carso e poco distante il monte Hermada dove trincee e battaglie si ricordano ancora. Se vi capita di passare per Trieste, visitate Caffè Privè, ma fate anche, se potete, una scappata al Villaggio del Pescatore, vicino al Castello di Duino e troverete una piccola esposizione della storia locale.

Tra dinosauri e reti di pescatori c’è una lettera scritta da un soldato che sul monte Hermada si domanda: “Chissà se qualcuno leggerà mai queste mie righe”. Vale la pena di farlo, di ricordare e bere un caffè in tempo di pace, un privilegio per noi che possiamo.

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