Caffè in Brasile: dalla produzione alla scommessa sui consumi a casa

Caffè in Brasile: dalla produzione alla scommessa sui consumi a casa
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Caffè e Brasile, un binomio indissolubile: il Paese è uno dei più importanti produttori ed esportatori. Ciononostante, sotto un determinato punto di vista, rimane una frontiera ancora tutta da conquistare per i grandi marchi del caffè internazionale: nel segmento dei consumi casalinghi i margini di crescita sono ancora enormi.

“Tutti si stanno finalmente rendendo conto che il Brasile è il nuovo Paese su cui puntare, specialmente per i consumi casalinghi. Il prodotto al momento è presente sul mercato con appena un 2-3% sul totale del chicco consumato e molte ditte estere che avevano scelto altri mercati stanno facendo rapidamente marcia indietro” spiega Abgail de Oliveira, presidente dell’Associação Brasileira Café in Cialda.

Ma come si stanno muovendo i marchi internazionali? Per Federico di Franco, direttore della filiale illy in Brasile: “Il consumo del caffé espresso comincia nei bar e ristoranti. Solo in un secondo momento il consumatore cerca lo stesso prodotto per poterlo usare a casa”. Un percorso che sta seguendo anche la Nespresso, forte dei suoi dieci caffé nel Paese, concentrati prevalentemente a San Paolo e Rio.

Starbucks sta accelerando i tempi e, dopo aver inaugurato sei punti vendita nei primi quattro mesi dell’anno, questo mese aprirà altre 4 unità dove si potrà comprare caffè da preparare casa. E Lavazza dovrebbe inaugurare a breve una nuova fabbrica brasiliana per mirare proprio su questo specifico segmento di mercato.

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