Il caffè: sapore di tanto lavoro

Il caffè: sapore di tanto lavoro
(1 votes, average: 5.00 out of 5)
Loading ... Loading ...

Ogni momento è quello giusto per fermarsi a sorseggiare un buon caffè, al bar, a casa da soli e con i nostri cari; simbolo di socialità, di amicizia, di cultura, di incontro e condivisone e chi più ne ha più ne metta. Ma pochi sono i consumatori di caffè che, mentre lo assaporano e ne apprezzano l’aroma inconfondibile, il sapore forte e deciso, riflettono su quanto lavoro si nasconde dietro quella tazzina di caffè. E non stiamo parlando del lavoro del torrefattore, ultimo step nella filiera del caffè ma piuttosto della cura, dell’attenzione, delle tecniche agronomiche che i produttori di caffè crudo adottano per garantire l’elevata qualità del chicco verde all’origine.

Benjamin Monge, assessore della direzione esecutiva del Consejo Salavadoreño del Cafè, ci racconta il lavoro cui si sottopone giornalmente un produttore di caffè crudo, le cure che dà alla pianta, la laboriosità con cui libera il chicco dalla bacca e lo pone al sole per la fermentazione “Una tradizione partita nel 1742, la produzione del caffè di El Salvador, dove mani laboriose curano la pianta e i frutti della stessa pronti a viaggiare tutti i giorni verso paesi lontani”.

La coltivazione di piante di caffè per molti produttori è la principale fonte di sostentamento, per questo anche gli stessi produttori attribuiscono grande valore a questa bevanda parte della loro storia, parte della loro cultura, simbolo della loro giornata trascorsa in campi ampi e soleggiati. Presto al mattino, presi sacca, sombrero e canestro, si avviano ai campi, pronti ad affrontare una lunga giornata di lavoro. Tutto ha inizio in vivai specializzati dove le piante di caffè crescono sotto alberi dagli alti fusti che le proteggono dai raggi solari. Trascorre del tempo, e dopo la fioritura, cominciano a formarsi i primi frutti. Raggiunta la maturazione, si arriva alla fase della raccolta e l’immissione delle bacche in delle vasche. La lavorazione può procedere con metodi a secco, in cui le bacche vengono esposte al sole e lasciate essiccare fino a poter liberare il chicco dal resto del frutto; oppure in umido in cui i frutti vengono spolpati e i chicchi lasciati a fermentare. Questi, vengono poi trasportati nei patii di essiccamento e lasciati essiccare naturalmente alla luce del sole fino alla formazione del caffè pergamino. Ogni chicco, avvolto da una pellicola di colore giallo chiaro, viene osservato con attenzione e cura in modo da selezionare i chicchi migliori e scartare quelli difettosi. I chicchi selezionati verranno poi trasportati alle navi, e dopo lunghi viaggi, giungono alle aziende di tostatura e macinatura che offrono a noi la bevanda tanto amata.

Storie di popoli, di mani laboriose, di cura, di orgoglio, selezione e semplicità si nascondono, allora, dietro un sorso di caffè.

Dott.ssa Gloria Barraco

Per approfondire: Panoramica Latinoamericana

Share

Piaciuto l'articolo? Sostieni Amici del Caffè con una donazione.



Diritti riservati. E' possibile divulgare l'articolo copiando il titolo ed esclusivamente la parte in neretto, citando la fonte e inserendo sempre il link alla pagina originale.