Il consumo di caffè in Brasile batte tutti i record

Il consumo di caffè pro-capite in Brasile ha battuto tutti i record. Secondo la ABIC (Associaçao Brasileira das Industrias de Café), in una relazione che è stata divulgata nei primi giorni di febbraio 2013, si sono registrati i maggiori consumi dal lontano 1965.

Nel periodo cha va da novembre 2011 a ottobre 2012, il consumo pro-capite brasiliano è stato di ben 6,23 chili di caffè in chicco crudo (4,98 chili di caffè torrefatto), l’equivalente di quasi 83 litri di bevanda per abitante del Paese. Una crescita del 2,10 % rispetto al periodo precedente. La ABIC ha pure osservato che questo consumo è il più elevato mai registrato nel Paese e ha superato i dati storici del 1965, oltrepassando l’Italia, la Francia e gli USA. Nello stesso periodo è stato anche registrato il consumo di 20,33 milioni di sacchi per un incremento del 3% sempre in relazione allo spesso periodo dell’anno precedente.

“Il brasiliano sta consumando sempre più tazze di caffè diversificando il tipo di bevanda nell’arco della giornata: il classico caffè filtrato (consumato in tutte le case), l’espresso all’italiana, il caffè in cialda, il cappuccino e varie altre combinazioni che stanno riscuotendo successo nel mercato”. Il consumo – sempre secondo l’associazione – è destinato crescere ulteriormente sino ad arrivare al valore stimato del 3% verso la fine dell’anno corrente, il che porterebbe la crescita interna a 21 milioni di sacchi (obiettivo da tempo ricercato).

“Questa crescita è stata sollecitata dall’arrivo di consumatori delle classi definite B, C e D, ossia delle classi medio-basse, abitanti specialmente nelle regioni a nord del Paese”. Sempre secondo la ABIC, i prezzi del prodotto per i consumatori locali sono destinati ad aumentare leggermente durante l’anno. La maggioranza delle imprese del settore non è ancora riuscita a riversare l’incremento dei costi della materia prima sul consumatore finale, ma dovrà farlo o perderà dei soldi.

Gil Manigrassi

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