Nonostante i 127 anni perpetua il consumo di caffeina

Nonostante i 127 anni perpetua il consumo di caffeina
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Nata l’8 maggio 1886 come rimedio per il mal di testa e la stanchezza, oggi compie 127 anni. E non la ferma nessuno: dopo l’espressione americana “OK”, pare sia la più conosciuta al mondo. Parliamo di una bevanda che contiene caffeina (35 mg per una lattina di 330 ml) e che col tempo è diventata una marketing company che possiede più di dieci brand e genera profitti che superano il bilione di dollari.

In questi giorni la Coca-Cola lancia una nuova campagna che durerà fino alla fine di agosto: 350 milioni, tra lattine e bottiglie da mezzo litro, dopo 127 anni vedranno il logo della Coca-Cola mutato nei nomi più diffusi tra i teenager italiani. Prodotte in Italia, verranno distribuite negli scaffali dei supermercati e diffuse sul territorio nazionale.  Il progetto è iniziato in Australia alla fine del 2012; con soli 8 dollari la multinazionale recapitava la confezione col nome desiderato e l’incremento delle vendite ha convinto l’azienda ad esportare l’idea.

Fra le diverse ricette a base di Coca-Cola, c’è n’è una che l’unisce al caffè coniugandola ad un ottimo espresso che aggiunge schiuma a schiuma, un accoppiata che non ho ancora osato sperimentare, ma pare offra uno sprint mattutino difficile da dimenticare.

Difficili da dimenticare, ma purtroppo lo si fa troppo spesso, anche le ingiustizie perpetrate sui lavoratori nei paesi dove si coltiva caffè, coca e si produce anche la Coca-Cola: lavoratori, operai e sindacalisti colombiani, minacciati, torturati, uccisi in anni di ingiustizie. Amnesty International, il sindacato colombiano SINALTRAINAL e molte altre associazioni, sono al fianco dei lavoratori, purtroppo è dell’8 aprile l’ultima irruzione armata, alle 3 del mattino, in casa di Wilson Castro Padilla, sindacalista e lavoratore della Coca-Cola. 

Chiediamo, nel giorno del suo compleanno, un’azione forte in difesa dei diritti umani da parte di questa vecchia signora, e, che nel bere caffè o Coca-Cola, ci sia coscienza della lunga storia che si porta alle labbra. Una storia che chiede “Trabajo Digno, Libertad y Vida”

 

Articolo irruzione nella casa di Wilson Castro Padilla [LINK] 

 

 

 

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